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Elettrovalvola bistabile per gas 1 pollice normalmente chiusa

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Per il gas metano gpl pentano esano etano propano bistabile 12v è obbligatorio installare la valvola in luoghi arieggiati all'aperto e non sotto alle intemperie. vietato per le giunzioni usare canapa o teflon a nastro, solo sigillanti certificati per gas. Utilizzare solo raccordi in ottone per gas, vietato utilizzare raccordi a stringere.

Elettrovalvola 1" comando misto, normalmente chiusa per prodotti compatibili con ottone e Viton, Temperatura max: -10°C / +140°C, Pressione minima di funzionamento: 0 bar, pressione di lavoro massima 7 bar, portata 140 litri al minuto, bobina bistabile, avvolgimento in classe H, Incapsulamento PA Poliammide nero classe F, temperatura ambiente della bobina -10°+40°, Con connettore EN 175301-803 comma 5.3.1, Grado di protezione IP 65 EN 60529 (DIN 40050).

DATI TECNICI DI FUNZIONAMENTO:
- Alimentare con impulso a tensione da 4,5 a 24 Volts per una durata da 20 a 100 ms.
N.B.: Per un corretto funzionamento è necessario filtrare bene il fluido ed eliminare ogni impurità soggetta ad attrazione magnetica che si
depositerebbe inevitabilmente sui nuclei dell’elettrovalvola, sempre magnetizzati, con conseguente formazione di ossidi o impossibilità di
contatto sicuro.

ECCO COSA INTENDIAMO PER BISTABILE: l'elettromagnete polarizzato è una valida soluzione per tutte quelle applicazioni in cui assorbimenti di energia o riscaldamenti dell’elettromagnete anche molto contenuti non sono tollerati. Il comando bistabile ha il vantaggio di richiedere energia solo nella fase di commutazione: questo è possibile grazie alla presenza di un magnete permanente inserito all’interno della bobina, il quale svolge un’azione combinata con il campo magnetico indotto dall’avvolgimento elettrico. La durata dell’impulso necessario a generare il cambio di stato è di qualche centesimo di secondo, mentre la polarità dell’alimentazione determina l’apertura o la chiusura della valvola. Il limitatissimo assorbimento di energia di questi prodotti li rende particolarmente adatti quando si utilizza un’alimentazione a batteria. Il riscaldamento dell’elettromagnete è pressoché nullo in conseguenza della poca energia assorbita.

Componenti principali: corpo con orificio principale, coperchio, assieme membrana, assieme cannotto + assieme nucleo mobile, bobina.

Funzionamento:

Le elettrovalvole a 2 vie normalmente chiuse a comando misto presentano un raccordo di entrata ed un raccordo di utilizzo.
L'apertura dell'orificio principale, presente nel corpo, avviene per effetto di uno squilibrio di pressioni tra la faccia superiore e la faccia inferiore di una membrana (o di un pistone) unitamente ad un'azione diretta del nucleo
mobile che è vincolato alla membrana. In sostanza il funzionamento
è simile a quello delle elettrovalvole servocomandate per quanto riguarda lo spostamento della membrana, con la differenza che, anche con piccole
differenze di pressione tra alimentazione ed utilizzo, il funzionamento è garantito dall'azione diretta esercitata dal nucleo mobile sulla membrana. Quindi, anche in questo caso, quando la bobina non è alimentata, nella camera sopra alla membrana si ha fluido in pressione, mentre al di
sotto della membrana si ha pressione solo nella zona esterna
all'orificio principale: perciò la risultante delle forze sulla membrana risulta tale da spingere la membrana a chiudere l'orificio principale. Quando la bobina viene alimentata, lo spostamento del nucleo mobile su cui è
montata una guarnizione, provoca l'apertura di un orificio presente sull'assieme membrana (orificio pilota) e scarica la camera sopra alla membrana; contemporaneamente il nucleo esercita una forza diretta sulla membrana aiutandola ad aprirsi. La somma di questa forza e dello squilibrio
di pressioni sui due lati della membrana causa lo spostamento della membrana stessa che apre l'orificio principale.

Note:

In questa famiglia di elettrovalvole, a differenza di quelle
servocomandate, non è necessaria una minima differenza di pressione tra il raccordo di alimentazione e quello di utilizzo per garantire il corretto funzionamento dell'elettrovalvola stessa. Tuttavia un'eccessiva differenza di pressione tra l'alimentazione e l'utilizzo, come sulle elettrovalvole a 2 vie normalmente chiuse a comando diretto, causa un aumento della forza necessaria per l'apertura dell'orificio pilota, per cui se questa differenza di pressione è superiore al valore massimo per cui è stata progettata l'elettrovalvola, quest'ultima potrebbe non aprirsi anche a bobina alimentata.

Per il corretto funzionamento dell'elettrovalvola e per evitare il rapido deperimento della membrana, è auspicabile che, nel momento in cui si inizia a chiudere la valvola, il valore di portata non sia superiore al Kv, cioè al valore di portata garantito con perdita di carico attraverso l'elettrovalvola
pari a 1 bar. Per questo, se la pressione di alimentazione a valvola aperta risulta superiore ad 1 bar, è sconsigliabile l'utilizzo della valvola a bocca libera, cioè senza un'opportuna strozzatura sulla bocca di scarico che riporti la perdita di carico sull'elettrovalvola al valore di 1 bar.
Inoltre bisogna prestare particolare attenzione nella progettazione del circuito idraulico, al problema dei colpi d'ariete, che possono causare sovrapressioni tali da lacerare la membrana o danneggiare altre parti dell'elettrovalvola.